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Scegliere il giusto pavimento, parquet o resina?

di Erica Pusceddu

Come riconoscere quello più adatto alle proprie esigenze, estetiche e funzionali

progetti di ristrutturazione dalla a alla z sono una grande sfida per un progettista oltre che la miglior occasione per esprimere creatività e competenza. Come in ogni progetto, si parte dalle fondamenta e, trattandosi di interni, le scelte su cui prima di tutto ricade l’attenzione riguardano quegli elementi che, già da soli, diranno qualcosa su ciò che l’ambiente vorrà comunicare.

Il pavimento rientra senz’altro nell’elenco delle scelte più difficili da fare per vari motivi. Primo fra tutti, il fatto che, a differenza di altri elementi, quali ad esempio la pittura o gli arredi, i pavimenti non saranno soggetti a cambi più o meno frequenti in base alle mode o alla voglia di novità e ciò giustifica il senso di responsabilità che ne condiziona la scelta.

Tra i principali fattori da tenere in considerazione abbiamo resistenzadestinazione d’uso e capacità più o meno alta di mantenere bassa la carica batterica, cosa che dopo questo grande periodo storico rimarrà priorità assoluta in ogni ambito.

In caso di presenza di bambini piccoli che gattonano ad esempio, ci preoccuperemo di scegliere un materiale antibatterico come nel caso di presenza di animali domestici vorremo che il nostro pavimento sia antigraffio.

Il mondo delle pavimentazioni è vastissimo per cui oggi ci concentreremo su due tipologie di pavimento che potrebbero risultare agli antipodi ma occupano entrambi un posto privilegiato nella lista delle scelte più gettonate in ambito interior design.

Da una parte abbiamo il legno, dal fascino senza tempo e con una storia ormai consolidata. È un materiale pieno di sfaccettature sulle quali fare chiarezza perché la scelta sia più orientata e consapevole. Dall’altra la resina, innovativa e di tendenza si sposa bene con ogni stile ed è senz’altro perfetta per quello Urban.

Pavimenti in legno

Si fa presto a chiamarlo parquet!

Il termine parquet può essere riferito solo a quel pavimento composto unicamente da un listello di legno nobile senza strati di supporto. Negli altri casi parliamo di prefinito o laminato, tipologie che descriveremo nel corso dell’articolo.

Il parquet continua, nonostante le novità che si susseguono nel campo della decorazione d’interni, ad essere oggetto del desiderio di molti. È un materiale naturale e “vivo” e ciò lo rende perfetto ad esprimere quella sensazione di calore avvolgente che si percepisce anche alla sola vista. In quanto tale patisce gli sbalzi di temperatura ed è soggetto a variazioni cromatiche nel corso del tempo per effetto dell’esposizione alla luce solare. Sarà utile, al momento della scelta, chiedere al fornitore le tabelle che indicano il cambiamento di colore di ogni specifica essenza per avere un’idea di che aspetto assumerà il vostro parquet quando sarà intriso di vita vissuta.

Caratteristiche principali

Vediamo adesso le caratteristiche principali, i pro e i contro e le essenze di più largo uso del tanto amato parquet.

Viene fornito grezzo ed è poi da trattare sul posto, perciò i tempi di posa sono abbastanza lunghi ma il risultato ripagherà e la durata sarà pressoché eterna. Essendo totalmente naturale potrà essere lucidato ogni volta che ce ne sarà bisogno ma la sua naturalezza lo rende anche inadatto ad ambienti come cucina e bagno non essendo stato sottoposto a precedenti trattamenti anti umidità.

Punto importante su cui porre l’attenzione è poi il rapporto tra parquet e riscaldamento a pavimento. Prima di optare per questo tipo di impianto, verificare la composizione dei muri. Nel caso in cui fossero in pietra (ad esempio pietra leccese) il riscaldamento a pavimento è da evitare perché il calore non riuscirebbe ad arrivare ad un’altezza sufficiente a riscaldare il muro che nel tempo, di conseguenza, ammuffisce.

Il costo del parquet per così dire tradizionale non è sicuramente contenuto. Se siete amanti del legno sopra ogni cosa, toccherà fare un bilancio e rinunciare a qualcosa di non molto importante in favore di un pavimento con un’anima.

Non solo gli arredi ma anche i materiali contribuiscono a comunicare un’emozione, soprattutto quelli più naturali e a volte anche grezzi. Così come il colore, che in tema parquet offre un’ampia gamma di sfumature. Dallo scuro wengé a contrasto con arredi chiari (tendenza molto in voga), al rovere sbiancato per atmosfere shabby chic o total white, il viaggio nel mondo delle essenze meriterebbe un capitolo a parte. Personalmente amo il legno, in ogni sua forma. Dal parquet, al legno dei mobili o agli sgabelli. È un materiale vivo che cambia col tempo. Attenzione però alla scelta, perché c’è legno e legno. Vediamo dunque le essenze legnose più utilizzate.

 

Essenze di parquet

Legni scuri/bruni

  • Wengé di origine Africana, conosciutissimo per la sua caratteristica tendenza al nero. Ha struttura compatta e robusta, ed è molto durevole. Sopporta bene l’umidità.
  • Afrormosia di origine africana, è ideale per il riscaldamento a pavimento (NB. Controlla prima la composizione del muro). Con l’esposizione prolungata alla luce solare tende a scurire.
  • Teak (Africa/Asia) esotico e molto in voga, originario del sud-est asiatico, resiste bene all’umidità perciò è utilizzato anche per gli ambienti esterni.
  • Iroko insieme a Doussiè e Teak, sono i più duraturi e resistenti.
  • Quercia robusto dal colore bruno ambrato, con trama venata, è elastico e resistente, ha un sapore rustico.
  • Noce considerato uno dei legnami più pregiati e facili da lavorare. Possiede molte sfumature brune. Resistente e durevole. 

Legni chiari

  • Rovere il più utilizzato e disponibile in varie colorazioni con varianti dal biondo dorato al castano. Ha un buon livello di resistenza e col tempo tende ad assumere una colorazione tendente al giallo. E’ il legno che consiglio caldamente ai miei clienti poiché, se europeo, è l’unico che deriva da deforestazione controllata dove una pianta tagliata è una pianta tagliata e dove le certificazioni sono ad alto livello.
  • Bambù elegante, dona un look esotico agli ambienti ed è relativamente poco costoso, cosa che lo rende ancora più attraente. Cosa da non sottovalutare è altamente ecosostenibile, poiché ha una elevatissima velocità di crescita e riproduzione molto più veloce. Per contro tende a graffiarsi più facilmente.
  • Acero colore beige chiaro, proveniente dall’Europa centrale ma anche dall’America, è un legno lucente ambrato e biancastro. Facile preda di funghi e tarli rispetto ai suoi competitor.
  • Faggio Europeo è tra i più resistenti a graffi e urti. Non sopporta gli sbalzi di temperatura perciò non è adatto al riscaldamento a pavimento.
  • Castagno dal colore biondo è conosciuto per le sue nocche tipiche. È un legno semi-duro ed è molto resistente a insetti, funghi e parassiti. Non è ideale per gli ambienti umidi.
  • Cedro originario del Medio Oriente, ed è un legno durevolissimo.
  • Frassino ideale per interni contemporanei poiché ha un colore molto chiaro dall’ocra al castano dorato. Durezza medio alta ma anche lui, come il suo fratello faggio, non sopporta gli sbalzi di temperatura e perciò non è indicato per il riscaldamento a pavimento.

Legni rossi

  • Doussiè di origini africane trova applicazione in vari contesti grazie alla sua convenienza e resistenza. Utilizzato molto anche negli ambienti umidi quali bagni e cucine.
  • Ciliegio europeo ha una difficile reperibilità poiché considerato nobile e pregiato. E’ un legno chiaro, di color miele tendente all’arancio con evidenti venature rosse. Inadatto alla posa dei pannelli radianti.

Certificazioni e sostenibilità del legno

Se siete in procinto di scegliere un parquet per la vostra casa, richiedete espressamente che i legni abbiano:

  • marchio FSC ossia la certificazione di taglio. Stabilisce che i legni sono provenienti da tagli legali, con regole e norme di una corretta gestione forestale valide in tutto il mondo, al fine di tutelare l’ambiente della fauna selvatica, delle popolazioni locali e dei lavoratori;
  • marchio CE che conferma che ogni singolo prodotto soddisfa i requisiti essenziali previsti dall’Unione Europea in materia di sicurezza per l’uomo, salute pubblica e tutela dei consumatori. Che senso ha acquistare legno americano? Questo limita anche i trasporti.
  • certificato CATAS: i legni hanno una concentrazione di Pentaclorofenolo e di Formaldeide ben al di sotto della media secondo la normativa europea.
  • formaldeide FREE: la formaldeide è una sostanza naturale presente in tutti i prodotti. Un eccesso di tale sostanza chimica può, però, essere dannoso per l’uomo. Per questo esistono norme molto severe per regolarne l’emissione. Nel caso della produzione del parquet, devono essere usati materiali, in particolare colle, a basse emissioni di formaldeide per evitare l’inalazione da parte dell’uomo.
  • utilizzo di vernici all’acqua ecologiche: verificate che sia stata impiegata vernice all’acqua di produzione italiana.
  • certificazioni biodinamiche secondo cui la fertilità e la vitalità del terreno devono essere ottenute con mezzi naturalI.
  • I prodotti che consiglio maggiormente ai miei clienti sono i parquet in rovere e di bambù, mia recente scoperta di qualche anno fa, su cui ho anche investito personalmente.

Laminato

Andiamo ora a familiarizzare con quella tipologia di pavimento che, negli ultimi anni, grazie alle nuove tecnologie è in grado di riprodurre in maniera abbastanza fedele il legno naturale: il laminato.

Grazie alla stampa digitale può essere ricreata qualsiasi venatura e ciò lo rende perfetto per chi ricerca la sensazione trasmessa dal legno ma, senza essere un conservatore, è disposto a sperimentare e, diciamocelo, desidera risparmiare qualcosina. Si presta al fai da te, per persone con particolare manualità, nel metodo flottante, che permette di applicarlo su una pavimentazione preesistente, con l’aiuto di tappetini che livelleranno eventuali irregolarità.

Per chi non ama le sorprese, il pavimento in laminato non subisce variazioni cromatiche nel corso del tempo oltre ad essere resistente al calpestio (più o meno in base alla classe alla quale appartiene) e compatibile col riscaldamento a pavimento.

Prefinito

Dulcis in fundo, parliamo del prefinito che si colloca al centro rispetto i due precedenti.

Ciò è dovuto al fatto che nella sua composizione comprende uno strato di legno nobile (che è quello superiore che vediamo) posato su strati di legno meno pregiato come abete e betulla.

Viene fornito già trattato e pronto da posare il che riduce i tempi di posa ma esclude la possibilità di essere rilucidato in caso di bisogno (come accade col legno massello) avendo subito un precedente trattamento.

È perfetto per chi ama il legno ma vuole contenere i costi e può essere applicato (come il prefinito) su pavimenti preesistenti se non si ha il budget per una ristrutturazione completa.

Lo strato di legno massello ha tuttavia lo svantaggio di essere sottile per cui la sua durata è inferiore a quella di un parquet tradizionale.

Pavimenti in resina

Terminato l’excursus sui pavimenti in legno e dintorni lasciamoci trasportare dalle atmosfere metropolitane che un pavimento in resina riesce a ricreare.

Il pavimento in resina è un tipo di pavimentazione la cui realizzazione fa uso di resine che vengono direttamente gettate in opera. Non esiste quindi solamente la resina che serve per ridare vita a bagni o cucine datate ottenendo una superficie continua, ma anche una vera e propria pavimentazione per dare un tocco totalmente nuovo alla propria casa.

Photo by Resinaesuperfici.com

Non volendoci addentrare nei dettagli tecnici che riguardano la composizione, parleremo degli aspetti pratici che fanno di questo materiale una valida opzione e che ne guidano la scelta.

Continuità visiva e caratteristiche principali

È il materiale perfetto per generare continuità visiva in spazi in cui non esistono divisioni tra i vari ambienti grazie all’assenza di fughe.

La sua uniformità lo rende un materiale particolarmente igienico: lo sporco non si intrappola all’interno delle fughe e può essere pulito ad altissime temperature.

Photo by fillyourhomewithlove.com

È idrorepellente dunque perfetto per cucina e bagno e può essere applicato su materiali già esistenti fatta eccezione per TERRA GESSO POLISTIROLO GOMMA E LINOLEUM per motivi di aderenza.

È ignifugo e non contiene sostanze tossiche che potrebbero essere sprigionate se sottoposto ad alte temperature perciò è adatto al riscaldamento a pavimento.

È duraturo ed è quindi un buon investimento e può ricreare qualsiasi tipo di atmosfera a seconda dell’effetto che gli si dà in fase di posa: OPACO LUCIDO SPAZZOLATO.

Quest’ultimo aiuta a rendere meno visibili i difetti che potrebbero sommarsi col tempo. Esistono effetti 3D molto interessanti, per chi non ha paura di osare e scelte sobrie ma di grande eleganza, come quella di creare continuità tra pavimento e elementi come doccia o lavabo (tendenza rintracciabile in alberghi di lusso).

 

Per oggi termina il nostro viaggio con “i piedi per terra”.

Seguitemi per proseguire nella scoperta del mondo dei pavimenti e lasciate un commento per dubbi o curiosità.

Se siete interessati a scoprire di più sul tema del gres porcellanato, la sua origine ed evoluzione, qui troverete un articolo ad hoc.

Se volete saperne di più, o avete bisogno di aiuto nella scelta del pavimento perfetto per voi scrivetemi a info@unacasasemplice.com

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